VMware vSphere 6.0: ecco le novità



A cura di Luca Musumeci,


VMware vSphere 6.0: ecco le novità

Il mese scorso è stata rilasciata da VMware la versione 6 di vSphere. Tante le novità introdotte da VMware con questa versione. Vediamone alcune.

vSphere Hypervisor

Con ESXi 6.0 VMware ha decisamente aumentato la scalabilità della piattaforma. Un cluster configurato con vSphere Hypervisor 6.0 è ora in grado di scalare a fino a 64 host raddoppiando così il limite dei 32 delle versioni precedenti. Con 64 host in un cluster, vSphere 6.0 può supportare 8.000 macchine virtuali. Inoltre una singola istanza vSphere Hypervisor 6.0 è in grado di supportare fino a 480 CPU fisiche, 12 TB di RAM, e 1.000 macchine virtuali.


Virtual Machine

vSphere 6.0 introduce un nuovo livello di compatibilità delle macchine virtuali con diverse nuove funzionalità. Una singola virtual machine può ora essere configurata con 128 CPU virtuali e 4 TB di RAM, e con la possibilità di aggiungere a caldo RAM a vNUMA. Nelle versioni precedenti tutta la nuova memoria era assegnata solo a region 0. Questo miglioramento assicura che tutte le region beneficino dell'aumento della RAM, permettendo di scalare la macchina virtuale senza richiedere alcun downtime. Inoltre è stato migliorato il supporto per l’accelerazione WDDM 1.1 (Windows Display Driver Model), il supporto ai controller USB 3.0 xHCI, e diversi miglioramenti su porte seriali e parallele.

Inoltre vSphere 6.0 introduce il supporto per i seguenti Sistemi Operativi guest:

  • Oracle Unbreakable Enterprise Kernel Release 3 Quarterly Update 3;
  • Asianux 4 SP4;
  • Solaris 11.2;
  • Ubuntu 12.04.5; Ubuntu 14.04.1;
  • Oracle Linux 7;
  • FreeBSD 9.3;
  • Mac OS X 10.10.

 

vCenter Server

vCenter Server 6.0 semplifica la pianificazione e la distribuzione, offrendo due modelli di implementazione. Il primo distribuisce il nuovo Controller Platform Services (CPS) e il sistema vCenter Server sullo stessa macchina. Il secondo distribuisce il CPS e l'istanza vCenter Server su macchine separate. Tutti i servizi, quali vCenter Server, VMware vCenter  Inventory Service, VMware vSphere Web client e così via, sono installati con vCenter Server. Non ci sono più programmi di installazione separati per questi componenti, in quanto si è scelto di implementare tutte le funzioni su una singola macchina. Solo VMware vSphere Update Manager  rimane come un pacchetto autonomo di installazione. Entrambi i modelli di implementazione supportano l'utilizzo di un database PostgreSQL. Nel caso di utilizzo di database esterno, le distribuzioni di Windows vCenter Server supportano Microsoft SQL o Oracle, e VMware vCenter Server Appliance supporta Oracle.

Il vSphere Client Web include significativi miglioramenti di prestazioni e usabilità. I miglioramenti delle prestazioni includono il tempo di login che si stima sia fino a 13 volte più veloce, menu di scelta rapida quattro volte più veloce, e altre azioni che ora sono almeno il 50 per cento più rapide rispetto alla versione precedente. Le capacità di VMware vSphere VMotion sono state migliorate in questa versione, permettendo agli utenti di eseguire dal vivo la migrazione di macchine virtuali tra  switch virtuali, tra sistemi di vCenter Server diversi, e su lunghe distanze. Questi nuovi miglioramenti superano i limiti di progettazione delle versioni precedenti. Gli amministratori vSphere ora possono migrare da vCenter Server a vCenter Server Appliance o viceversa, a seconda delle esigenze specifiche, in modo moto più semplice. In precedenza, questo era un compito difficile. Adesso può essere compiuto senza soluzione di continuità, senza perdere i dati storici sulla macchina virtuale.

Quando viene eseguita la migrazione di una macchina virtuale tra le istanze vCenter Server, i dati e le impostazioni sono conservati. Ciò include l'UUID della macchina virtuale, eventi, allarmi, cronologia delle attività, le “shares”, le “reservations” e le “limits” e le impostazioni vSphere DRS ed HA. Ciò comporta che la macchina virtuale si muove all’interno di tutta l'infrastruttura senza soluzione di continuità. Gli indirizzi MAC sono anch’essi conservati. Quando una macchina virtuale viene spostata da un’istanza vCenter Server all’altra, l'indirizzo MAC viene aggiunto a una blacklist interno per garantire che un duplicato MAC non venga generato. Sono state, inoltre, aumentate le soglie di latenza per vSphere vMotion permettendo la migrazione attraverso grandi aree geografiche e distanze intercontinentali. Questa funzione ha un ruolo fondamentale per le migrazioni dei data center, nelle configurazioni di disaster recovery e nel bilanciamento del carico multi-sito.

Le precedenti versioni di vSphere Fault Tolerance supportavano solo una singola CPU virtuale. Attraverso l'uso di un nuova tecnologia vSphere FT, adesso è possibile supportare la protezione delle macchine virtuali fino a quattro CPU virtuali e 64 GB di memoria. Questo significa che la stragrande maggioranza dei carichi di lavoro mission-critical dei clienti possono ora essere protetti indipendentemente dall'applicazione o sistema operativo.vSphere FT 6.0 consente agli amministratori vSphere di utilizzare gli strumenti di snapshot di VMware per eseguire il backup delle macchine virtuali protette da vSphere FT, consentendo l'amministrazione più facile dei backup, maggiore protezione dei dati e riduzione del rischio. Ci sono stati anche miglioramenti nel modo in cui vSphere FT gestisce la parte storage delle virtual machine. Ora crea una copia completa dell'intera macchina virtuale, con conseguente protezione totale della virtual machine (non più solo cpu e memoria). 

vSphere HA ora include Virtual Machine Component Protection (VMCP), che fornisce una maggiore protezione da All Path Down (APD), Permanent Device Loss (PDL) conditions for block (FC, iSCSI, FCoE) e file storage (NFS). Prima di vSphere 6.0, vSphere HA non era in grado di rilevare le condizioni di APD e aveva limitata capacità di rilevare e rimediare condizioni PDL. Quando si verificano queste condizioni, le applicazioni influenzate non erano più  disponibili (con buona pace degli amministratori intenti a risolvere il problema). vSphere VMCP rileva queste condizioni di errore, genera allarmi vCenter, e automaticamente riavvia le macchine virtuali su host completamente funzionanti. In questo modo, migliora notevolmente la disponibilità di macchine virtuali e delle applicazioni senza richiedere uno sforzo maggiore da parte degli amministratori.  vSphere HA ora può proteggere fino a 64 host ESXi e 6.000 macchine virtuali (le versioni precedenti avevano un massimo di 32 host e 2048 vm).  È inoltre completamente compatibile con VMware Virtual Volumes, VMware vSphere Network I/O Control, IPv6, VMware NSX, e vSphere vMotion. vSphere HA può ora essere utilizzato in più e più grandi ambienti e con meno preoccupazione per compatibilità caratteristica.

vSphere Storage

vSphere Virtual Volumes trasforma gli array di storage esterni in dispositivi VMaware. La gestione dello storage basata su policy (SPBM, Storage Policy Based Management) consente la gestione comune di più livelli di storage e l'automazione della gestione del livello del servizio con storage dinamico. Insieme, queste funzionalità permettono di creare istanze delle esatte combinazioni di servizi di dati (snapshot, cloni, replica remota, deduplicazione e così via) in modo più efficiente e per singola VM.

La nuova versione di vSphere Replication migliora ulteriormente l'efficienza con la possibilità di comprimere i dati replicati inviati attraverso la rete. E 'ora possibile isolare facilmente il traffico di rete associato a vSphere Replication. Ciò consente agli amministratori di controllare la larghezza di banda configurando più di una scheda di rete in una replica vSphere e utilizzando vSphere Network Control I/O per separare il traffico di rete raggiungendo l’obiettivo di migliorare prestazioni e sicurezza.

Sono stati apportati miglioramenti al modo in cui vSphere Replication esegue una sincronizzazione completa. Le precedente versioni di vSphere Replication richiedevano il confronto tra checksum remoti e checksum locali per determinare le parti di un disco virtuale che doveva essere replicato. Con alcune piattaforme di storage e vSphere 6.0, vSphere Replication può interrogare vSphere per avere informazioni sull’allocazione dello storage, per ridurre la quantità di tempo e di larghezza di banda necessaria per eseguire una sincronizzazione completa. vSphere Replication è pienamente compatibile con VMware vSphere Storage VMotion sia come origine che come destinazione.

Prima di vSphere 6.0, lo spostamento di una replica al luogo di destinazione richiedeva che vSphere Replication eseguisse una sincronizzazione completa. Con vSphere 6.0, la migrazione di una replica con vSphere Storage vMotion non richiede più questo. Ciò rende molto più facile bilanciare l'utilizzo dello storage con vSphere Storage vMotion e VMware vSphere Storage DRS  evitando violazioni RPO. Miglioramenti sono stati apportati anche a VMware Tools per le macchine virtuali Linux. Con alcuni sistemi operativi Linux, VMware Tools offre la possibilità di disattivare il sistema operativo guest durante le operazioni di replica e backup. vSphere Replication può utilizzare questa nuova funzionalità per consentire il ripristino di file system coerente in virtual machine Linux.