I voucher per la digitalizzazione delle PMI: uno strumento indispensabile per l’ammodernamento tecnologico



A cura di Silvia Di Gennaro, il


I voucher per la digitalizzazione delle PMI: uno strumento indispensabile per l’ammodernamento tecnologico

Acquistare hardware, software e servizi specialistici a partire dal prossimo anno sarà meno gravoso in termini economici per le piccole e medie imprese, grazie ai voucher per la digitalizzazione messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico. A distanza di tre anni dalla pubblicazione del decreto interministeriale che sanciva la disciplina attuativa della misura, lo scorso 24 ottobre sono state pubblicate le modalità operative e i termini per la partecipazione alle agevolazioni.
In un periodo in cui la trasformazione digitale rappresenta un obiettivo primario per le imprese che non vogliono perdere competitività nei propri mercati di riferimento, una misura che permette di agevolare interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico, rappresenta un’opportunità da non perdere.

Il Ministero dello Sviluppo Economico agevola interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico con una misura da 100 milioni di euro

Ma vediamo brevemente di cosa si tratta e come funziona la misura agevolativa promossa dal Ministero. La dotazione finanziaria complessiva è di 100 milioni euro, ripartiti tra le regioni proporzionalmente al numero delle imprese registrate presso le camere di commercio operanti nelle singole regioni.
 

Qual è la dotazione finanziaria per singola regione?

 

 Piemonte

7.728.051,34

 

 Valle d’Aosta

226.283,32

 

 Lombardia

15.784.825,34

 

 Trentino-Alto Adige

1.963.323,46

 

 Veneto

8.532.862,46

 

 Friuli-Venezia Giulia

1.801.739,68

 

 Liguria

2.677.407,58

 

 Emilia-Romagna

8.018.024,20

 

 Toscana

6.921.569,81

 

 Umbria

1.582.662,46

 

 Marche

2.983.929,22

 

 Lazio

9.235.642,13

 

 Abruzzo

2.488.320,19

 

 Molise

600.787,08

 

 Sardegna

2.778.176,50

 

 Basilicata

1.018.138,99

 

 Campania

9.120.363,89

 

 Calabria

3.008.266,82

 

 Puglia

6.373.983,59

 

 Sicilia

7.155.641,94

 

 Totale

100.000.000,00


I voucher sono finanziamenti a fondo perduto di cui ciascuna impresa può beneficiare per un importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili, per l’acquisto di hardware, software e/o servizi specialistici che consentono di migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l’organizzazione del lavoro, sviluppare soluzione di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga, realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel settore ICT. Le spese ammissibili vanno dall’acquisto di beni, attrezzature e servizi alle spese di attivazione del servizio per la connettività fino alle spese per la partecipazione a corsi specialistici.
 

Per cosa puoi utilizzare i voucher?

 

Acquisto di hardware, software e servizi di consulenza  specialistica

Attivazione del servizio per la connettività sostenute una tantum

Acquisto e attivazione di decoder e parabole per il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare

Partecipazione a corsi e acquisizione di servizi di formazione qualificata nel campo ICT

 
L’agevolazione è cumulabile con il superammortamento e l’iperammortamento (prorogati per l’anno 2018 con piccole differenze rispetto ai precedenti), ma non con i contributi pubblici configurabili come aiuti di stato per le medesime spese. Sarà possibile presentare domanda di accesso al contributo a partire dal 30 gennaio 2018 e fino al 9 febbraio 2018.


LE DOMANDE AL VIA DAL 30 GENNAIO 2018 FINO AL 9 FEBBRAIO 2018
Terminata la fase di inserimento delle domande, previo riparto delle risorse assegnate, il Ministero pubblicherà un provvedimento cumulativo di prenotazione del voucher, su base regionale, contenente l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata. Solo successivamente all’emissione di tale provvedimento, sarà possibile effettuare gli acquisti, le cui spese verranno, in ultima analisi, ritenute ammissibili dal Ministero con la concessione definitiva del voucher.

Per chi sta pensando ad un ammodernamento tecnologico della propria impresa nel prossimo anno, approfittare di una misura del genere in termini economici è doveroso e utile al fine di poter portare avanti tutte quelle soluzioni informatiche più complesse per cui è richiesta una dotazione finanziaria rilevante. La concessione di un finanziamento a fondo perduto è sempre un’occasione da non farsi scappare e noi di Next04 offriremo tutto il supporto necessario a gestire i progetti che vorrete portare avanti negli ambiti di attività agevolabili dalla misura. NEXT04 è a vostra disposizione non solo per disegnare il progetto informatico ma anche per supportarvi nella eventuale redazione della documentazione necessaria per la compilazione della domanda di adesione.

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L'avanzata dell'Industria 4.0 in Italia



A cura di Carlo Testa, il


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Gli sgravi fiscali previsti dal nostro governo per incentivare gli investimenti in beni e servizi finalizzati al passaggio all'Industria 4.0 hanno avuto effetti ben più rilevanti di quelli inizialmente previsti. Le due misure principali, il Superammortamento del 140% e l'Iperammortamento del 250%, hanno spinto tantissime aziende ad ammodernare i propri beni materiali e immateriali nell'ottica della fabbrica del futuro, sfruttando tali misure.  

L’iperammortamento 250% consente di maggiorare, in via extra contabile, del 150% il costo di acquisizione di beni strumentali, ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili nell’ambito delle imposte sui redditi. Si tratta della versione potenziata del superammortamento 140%, per alcune categorie di beni materiali strumentali, ovvero i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”. 

La quarta rivoluzione industriale

Se in origine fu l'introduzione del lavoro meccanico azionato dalla forza del vapore a dar vita all'idea stessa di industria, oggi ci troviamo nel pieno di una nuova trasformazione, spesso definita “digitale”, che vede tutti gli aspetti in cui si articola la produzione di beni (ma anche l'erogazione di servizi) ad essere convertiti in un'ottica non solo informatica, ma anche di interconnessione tra sistemi e di generazione di continui flussi di dati e loro analisi, al fine di portare ad una sempre più affidabile e precisa automazione dei processi. Dalla progettazione delle componenti tramite software, alla loro immediata produzione facendo ricorso alla tecnologia della stampa 3D, l'Industria 4.0 si avvale delle nuove funzionalità offerte dall'Internet of Things (IoT), ovvero dagli oggetti, ma anche dagli utensili e dai robot delle catene di montaggio, progettati per lavorare connessi attraverso la rete e tra loro, e dell'infinito ventaglio di informazioni reso disponibile dalle Big Data Analytics, le analisi intelligenti delle enormi moli di dati forniti, ad esempio, dagli stessi consumatori a cui si rivolgono i beni prodotti. L'avanzata dell'Industria 4.0 promette di dar vita ad un nuovo paradigma di produzione, più competitivo, perché capace di offrire una migliore qualità abbattendo le tempistiche, gli scarti, i margini di errore e, quindi, i costi, ma anche di creare ambienti di lavoro più salubri e sicuri per gli operatori, minimizzando al contempo l'impatto ambientale delle attività antropiche. Come esempio pratico delle innovazioni frutto della quarta rivoluzione industriale si può considerare un caso emblematico, quello dei software per il controllo della manutenzione.

I cosiddetti “CMMS” (Computerized Maintenance Management System) sono dei complessi applicativi che, all'interno di uno stabilimento produttivo, consentono di monitorare lo stato di funzionamento e tutte le attività inerenti alla manutenzione delle catene di montaggio, dei macchinari e delle strumentazioni, utilizzando, nella pratica, un semplice applicativo a cui è possibile accedere tramite computer o, addirittura, smartphone. Dalla programmazione degli interventi di manutenzione, alla formazione del personale, passando per la segnalazione dei guasti, l'inventario delle componenti di ricambio e la verifica delle attività svolte: con pochi e semplici click diviene possibile avere una visione di insieme di una delle mansioni più complesse, ma anche più onerose e strategiche, tra quelle che hanno luogo all'interno di un impianto di produzione. L'interessante tecnologia dei CMMS che può essere approfondita nel dettaglio su questa pagina, la quale illustra tutte le funzionalità di un software per la gestione della manutenzione, è solo uno degli esempi delle potenzialità dell'Industria 4.0. 

In Questo scenario NEXT04 sempre più spesso ha e sta affiancando i propri clienti nella massimizzazione dei risultati attesi da misure di questo tipo, messe a disposizione per permettere alle aziende di non sostenere costi elevati per implementare soluzioni probabilmente vitali per il proprio business. Piani di ammodernamento e/o nuove implementazioni tecnologiche su infrastrutture più o meno complesse sono redatte a “quattro mani” con i responsabili IT che finalmente potranno leggere e, ove necessario, presentare ad una direzione aziendale piani non solo di sviluppo infrastrutturale ma veri e propri Business Plan pluriennali che tengano conto anche di aspetti economico/finanziari e permettano di analizzare gli indici di bilancio in modo puntuale.

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Pinguino e Mela al riparo da malware e ransomware! Ma è proprio vero??



A cura di Gianluca Grippo, il


Pinguino e Mela al riparo da malware e ransomware! Ma è proprio vero??

Dopo l’attacco ransomware WannaCry di Maggio scorso, che ha colpito una parte dei PC del Mondo (o addirittura intere infrastrutture) con sistema operativo Windows, in molti si sono convinti che altri utenti utilizzanti sistemi operativi diversi, quali Linux e MacOS (Pinguino e Mela), si possano ritenere al sicuro da questo tipo di “attacchi”. Ma questo assunto, quanto è vero?

Per poter approfondire meglio l’argomento, dobbiamo prima di tutto concentrarci sul significato tecnico di ransomware e malware.

Un malware, abbreviazione di malicious software, è un programma informatico usato per disturbare le normali operazioni svolte da un computer, per mostrare pubblicità indesiderata, per accedere a sistemi informatici privati, o addirittura per rubare informazioni sensibili. Con la parola malware andremo ad identificare varie tipologie di software malevolo e tra questi troviamo il ransomware. Esso è un particolare tipo di malware che limita l’accesso del dispositivo infettato richiedendo un riscatto economico per rimuovere tale limitazione. Agisce criptandone i dati con unico scopo, quello estorsivo. Il proprietario (utente privato o azienda) a questo punto, riceverà richiesta di denaro, normalmente in valuta bitcoin, per potere ottenere la chiave di decriptazione dei dati.

Il ransomware può agire direttamente sul sistema, bloccandolo o sui dati, criptandoli. Lo scopo sarà sempre lo stesso, tentare di estorcere denaro per sbloccare l’accesso o i dati del proprietario. Dopo questa premessa sembrerebbe che ancor più certa la teoria che i potenziali attacchi possano riguardare solo sistemi Windows, ma è proprio vero? La risposta è NO!

Nel Maggio del 2014, ad esempio, venne diffuso un ransomware su MacOS.

Negli anni precedenti si sono verificati attacchi di phishing in Australia e Nuova Zelanda per compromettere gli Apple ID. In questo caso il malware, accedendo ad iCloud, riusciva a bloccare i dispositivi IOS o OSX. Gli utenti attaccati riscontravano, tramite un messaggio di “Find my iPhone”, il blocco del proprio dispositivo. Per sbloccarlo veniva richiesto un riscatto di 100 $.

Un'altra tipologia di ransomware su sistemi MacOS è quella denominata Patcher, che attacca i “furbetti” che sono dediti all’utilizzo di programmi a pagamento senza una regolare licenza. 

Il malware Patcher è diffuso tramite siti web che contengono file torrent e warez e si presenta agli occhi dell'utente come un "license patcher", ovvero un eseguibile che permette di bypassare il controllo di licenza integrato in applicazioni a pagamento (come Adobe Premiere Pro e Microsoft Office). Dopo averlo cliccato, verrà visualizzata una finestra di dialogo con sfondo trasparente e invito a premere il pulsante Start, che come vi starete immaginando non produce l'effetto desiderato (nessuna scorciatoia per usare il programma senza averlo acquistato!), ma permette l'avvio del processo di crittografia dei file memorizzati nel Mac, ovvero l'epilogo tipico della fase operativa dei ransomware. Patcher applica un’estensione .crypt a tutti i file colpiti, rendendoli inaccessibili all'utente, cambia la data di modifica al 13 febbraio 2010 e produce un file README, contenente la richiesta di riscatto: pagare 0.25 bitcoin (circa 266 euro) agli estorsori per poter ricominciare ad utilizzare il PC ed i file in esso contenuti come prima dell’infezione. 

Anche il Sistema Operativo Linux non è esente da problemi, si proprio il noto sistema tanto decantato dai fan per la sua sicurezza. Vero, ma non sempre! Parliamo di KillDisk, un virus che anni fa, cancellava i file per arrecare danno: nel 2016 è rinato sotto forma di ransomware che attacca sia sistemi Windows che Linux. Al riavvio del sistema questo è il messaggio che potremmo trovare:

 

KillDisk nello specifico procede alla crittografia dell'intero supporto di memoria, utilizzando un algoritmo crittografico molto complesso - ogni file viene crittografato con una chiave AES e, a sua volta, la chiave AES viene crittografata con una chiave pubblica RSA-1028. In sintesi, la vittima ha ben poche speranze di riuscire a tornare in possesso dei propri file senza pagare l'oneroso riscatto pari a 222 bitcoin, ovvero circa 194.000 euro. Al momento le vittime di KillDisk non coincidono con utenti finali scelti a caso, ma con aziende e importanti istituti finanziari. 

Ancora sicuri che sia solo Microsoft a dover stare all’erta?

Internet ha sicuramente rappresentato una svolta epocale nella distribuzione e nell’accesso alle informazioni, ma questa facilità può esporre ad un rischio anche alto se non si è consapevoli fino in fondo delle operazioni che si stanno svolgendo: aprire un allegato di una mail di dubbia provenienza, andare su siti “pericolosi”, rilasciare dati personali a qualsiasi pop up che li richiede.

Un’ultima informazione: non è detto che se si paga il riscatto poi si riavrà la possibilità di avere indietro i propri dati quindi, per evitare di arricchire questi criminali informatici, pensare di non poter recuperare più nulla e non pagare può, ahimè, essere la soluzione più corretta.Il miglior consiglio che si può ascoltare in questo caso è di informarsi in primis ed avere un backup offline dei dati (ad esempio una copia su un computer o supporto non connessi al primo) a prescindere dal sistema operativo e dalla versione.

 

 

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NUOVI ORIZZONTI PER LA NEXT04


La Next04 annuncia l’apertura della nuova sede operativa a Roma


A cura di Silvia Di Gennaro, il


NUOVI ORIZZONTI PER LA NEXT04

In un’ottica di crescita societaria e di ampliamento delle attività, Next04 ha deciso di aggiungere un tassello fondamentale allo sviluppo dell’organizzazione.  Se con il tempo, vi è stata un incremento esponenziale delle attività in termini quantitativi e di efficienza, competenza ed eccellenza, oggi Next04 ha deciso di cogliere l’opportunità di ampliamento del mercato di riferimento, con l’apertura della nuova sede di Roma.

 L’idea nasce dalla costante voglia di crescere, di accettare sfide sempre più importanti, dalla voglia di rafforzarsi e di intraprendere percorsi nuovi. Next04 non si ferma. Ha sviluppato con il tempo un’offerta completa ed integrata di soluzioni e servizi IT di fascia enterprise e oggi, grazie ai propri specialist, è in grado di esportare il proprio valore aggiunto anche al di fuori del territorio siciliano.

L’approccio proattivo portato avanti da Next04 in questi anni è il frutto di scelte anticipatorie orientate al cambiamento e all’iniziativa, rivelatesi sempre vincenti. L’apertura della nuova sede nella capitale è una delle tante iniziative di successo che fanno di Next04 una realtà in continua evoluzione.

Perché Roma? La scelta nasce dalle possibilità di ampliare il proprio business in un mercato quanto mai esteso, diversificato e dinamico, conseguentemente di gestire un’offerta specialistica che si contraddistingue da quella dei propri competitors. 

Per compiere questo passo Next04 ha deciso di condividere questo percorso con un team già consolidato di professionisti in ambito commerciale e tecnico, con esperienze in multinazionali del settore e diversi successi conseguiti su clienti di livello enterprise.

Cogliere le nuove opportunità e gli sviluppi futuri, che emergeranno dal lavoro dei nostri specialist sul territorio romano e non solo, sarà un input importante per la crescita dell’intera società.

Sicuri del successo che questa nuova iniziativa porterà Next04 e fieri del lavoro fin qui svolto, siamo pronti come sempre ad offrire le nostre migliori performance di affidabilità e professionalità.

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DIGITAL TRANSFORMATION: Causa o effetto?



A cura di Dario Napoli, il


DIGITAL TRANSFORMATION: Causa o effetto?

Molte ricerche internazionali hanno valutato che esiste una forte relazione tra il grado di maturità digitale dell’impresa e le sue performance aziendali, quali il tasso di crescita del fatturato, la redditività operativa e le quote di mercato. I dati forniti dalla ricerca di Capgemini Consulting e MIT Center of Digital Business Research di Boston dimostrano come le aziende che riescono a portare a compimento una trasformazione digitale nella propria azienda, investendo nelle competenze digitali e sfruttando le tecnologie IT, risultano essere più redditizie del 26% rispetto ai loro competitor di settore. 

Diventa sempre più importante quindi definire (e applicare) la Digital Transformation e cioè la semplificazione della quasi totalità dei processi, riducendo le ridondanze e gli errori legati ad attività manuali e la sempre maggiore integrazione tra tutti gli stakeholder aziendali, garantendo la raccolta, la registrazione, l’integrità e la immediata o quasi disponibilità dei dati digitali. Con la digital transformation si ha quindi l’opportunità di ridisegnare e migliorare sempre più i processi che governano il business, utilizzando una serie di combinazioni di diverse soluzioni tecnologiche. 

Tra gli esempi più significativi della digital transformation vanno citati tutti i sistemi di supply chain management (SCM). Queste soluzioni, infatti, costituiscono un tassello fondamentale della digital transformation, proprio perché la digitalizzazione delle filiere sta diventando via via più critica per acquisire un reale vantaggio competitivo. Lo rivela lo studio “2015 European Excellence in Supply Chain Management”, condotto dalla società di consulenza A.T. Kearney con la School of Management WHU, sul tema della digitalizzazione della supply chain, su un’ampia rosa di aziende europee del settore industriale e commerciale. I supply chain manager di queste aziende, confermano che il tema chiave della digitalizzazione è l’integrazione dei sistemi IT di SCM, sia internamente, sia esternamente. Più dell’80% dei rispondenti alla survey si aspetta che l’integrazione dei sistemi IT e dei dati all’interno del loro gruppo fornisca un significativo, elevato, o molto elevato potenziale per il miglioramento della propria infrastruttura di SCM. E il 77% prevede che lo stesso potenziale possa scaturire dal networking con i sistemi IT di fornitori e clienti con cui si collabora nella filiera. Il dato chiave della survey non è solo che le imprese si aspettano che l’integrazione IT all’interno e all’esterno fornisca grandi benefici nei prossimi tre anni, ma anche che il 70% dei rispondenti intende fare considerevoli investimenti nell’integrazione IT a livello interno, mentre il 53% pianifica iniziative di integrazione IT verso l’esterno con i partner della catena di fornitura. Infine, il 57% dei supply chain manager, nei prossimi tre anni, pianifica d’investire in modo significativo in sistemi IT di demand forecasting and planning, mentre il 72% ritiene che i big data siano in grado di generare effetti di grande miglioramento nei sistemi di SCM, nell’arco dei prossimi tre anni.

Alla luce di quanto sopra la digital transformation non rappresenta soltanto una possibilità di crescita per le aziende, ma sempre più l’unica alternativa possibile per mantenere vivo il proprio Business!

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