Integrazione Avamar con VMware



A cura di Luca Musumeci,


Integrazione Avamar con VMware

Si sente dire spesso che il mondo dell’IT è in fase di trasformazione. Vero, sta radicalmente cambiando in tutti i suoi aspetti. Oggi l’IT viene sempre più visto come servizio da fornire attraverso le infrastrutture, il modello operativo e le applicazioni. Tale cambiamento consta fondamentalmente di tre step:

Fase 1: Trasformare l'infrastruttura esistente in un'infrastruttura Cloud. Questo passaggio è alla base di un'infrastruttura veramente dinamica. In questa fase, la virtualizzazione è il mezzo per raggiungere ciò che viene chiamato il "software-defined data center".

Fase 2: Trasformare il modello operativo, ovvero fornire l'IT come un servizio. L’IT deve agire e operare come un fornitore di servizi.

Fase 3: Creare applicazioni per il Cloud. E quindi sfruttare il “Big Data” per costruire applicazioni analitiche e predittive.

La trasformazione è lunga, ma la necessità di adattarsi sarà sempre più importante in quanto il ritmo del business continua ad accelerare, così come la sua complessità. La trasformazione non è certo un processo semplice. Si tratta di un viaggio che necessita pazienza, investimenti e un sforzo collettivo da parte di tutti i fattori chiamati in causa.

Come abbiamo detto, queste trasformazioni avvengono attraverso la ridefinizione di infrastrutture, applicazioni e operazioni. Aumentare le entrate e ridurre i costi operativi per il business, fornendo una moltitudine di servizi sono gli obiettivi chiave per molte organizzazioni IT.

Ciò richiede servizi che siano allo stesso modo interessanti e significativi per il business e possano essere forniti sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione. Tra i servizi di punta di un’organizzazione IT c’è sicuramente quello preposto alla sicurezza ed all’integrità dei dati. Migliorando il backup ed il ripristino, l’IT può aiutare a fornire business a valore aggiunto. EMC Avamar con la sua deduplica a lunghezza variabile lato client accelera il viaggio verso la virtualizzazione fornendo backup e recupero estremamente veloce ed efficiente per l’ambiente VMware.

Vediamo come.

Due metodi di backup e ripristino:

  • Guest-Level Backup & Recovery;
  • Image-level Backup & Recovery

 

Guest-Level Backup & Recovery

 

Con questa opzione di backup, il software client Avamar è installato sulla singola macchina virtuale. La configurazione del backup per questo metodo è identico a quella di una macchina fisica. Gli agenti di backup vengono installati sulle macchine virtuali e inviano i dati all’applicazione di backup per la conservazione.

Con questa modalità è possibile avere:

  • Supporto per il backup delle applicazioni all'interno delle macchine virtuali;
  • Backup coerenti con le applicazioni;
  • Supporto per i ripristini parziali o a livello di file;
  • Metodi di backup identici per le macchine fisiche e virtuali;
  • Nessun requisito di scripting avanzato lato VMware;
  • Procedure di backup invariate giorno per giorno.

Di contro, dal momento che ogni macchina virtuale ha installato un client di backup separato, gli hosts ESX che ospitano un gran numero di macchine virtuali potrebbero avere problemi di risorse, in particolare memoria. Non sarà ovviamente possibile effettuare un restore a livello di immagine.
Il ripristino completo del sistema è effettuato in due step.

 

Image-Level Backup & Recovery

 

Avamar è strettamente integrato con “vStorage APIs for Data Protection (VADP)” per i backup agentless. VADP è un framework di VMware che permette di eseguire backup off-host efficienti e centralizzati di macchine virtuali vSphere. Introdotto in vSphere 4.0, VADP sostituisce il “VMware
Consolidated Backup (VCB)” per i backup delle macchine virtuali. Dal momento che VADP è direttamente integrato con Avamar, non è necessario scaricare ed installare nessun software aggiuntivo.

I backup ei ripristini incrementali sono supportati tramite l'uso del Change Block Tracking (CBT).

Avamar può eseguire il backup delle macchine virtuali VMware senza l'utilizzo di agenti di backup all'interno di ogni macchina virtuale. Tutto ciò grazie ad un server proxy che si integra con il  vCenter per montare le immagini dei VMDK di una particolare macchina virtuale.

Con questo metodo, la deduplica viene applicata a livello di vmdk.
L’esecuzione di un backup a livello di immagine dà la possibilità di eseguire un ripristino bare metal o ripristino su una diversa o medesima istanza della VM. Non è richiesto alcun tempo di inattività della macchina virtuale. Con questa tipologia di backup è possibile anche il ripristino a livello di singolo file e/o di singola cartella.

I pro:

  • Eseguire il backup e ripristino senza l’installazione di agenti su singole macchine virtuali;
  • Eseguire backup da una posizione centralizzata, scaricando in tal modo il processo di backup dagli host ESX;
  • Eseguire backup in qualsiasi momento, perché i backup sono “non-disruptive”;
  • La possibilità di eseguire il backup in qualsiasi momento, offre una maggiore flessibilità nella programmazione delle finestre di backup e restore.

I contro:

  • Richiede almeno ESX 4.0;
  • Richiede una moderata quantità di conoscenze di VMware per impostare e configurare una efficiente strategia di backup e ripristino;
  • I backup consumano le risorse del server ESX, tra cui la CPU, RAM e disco;
  • Per il file level restore dà un'immagine di backup per Windows e per Linux, a partire da
    Avamar 6.1.

 

Perché CBT?

 

A partire da Avamar 6.0, il supporto per “vSphere Changed Block Tracking (CBT)” permette il backup ed il ripristino più veloce, grazie all’introduzione del rilevamento delle modifiche incrementali sulle macchine virtuali. Quando Avamar effettua il backup richiede solo la trasmissione dei blocchi modificati dall’ultima snapshot effettuata.

 

Backup & Recovery with CBT

 

L'agent Avamar è installato sui Proxy Avamar (integrati con vCenter) in tal modo il processo di backup è scaricato dalle virtual machine. Attraverso vSphere, ogni VM è dinamicamente montata sul proxy consentendo di Avamar il backup di numerose macchine virtuali in pochi minuti. Con CBT, VMware presenta solo i blocchi modificati all'agent Avamar, questo blocco a sua volta viene suddiviso in segmenti di lunghezza variabile e ulteriormente sottoposto a valutazione: se o meno un segmento univoco. Solo i segmenti unici sono inviati sulla rete, ottenendo la velocizzazione del backup ed il risparmio sulla banda disponibile.

Anche il processo di ripristino sfrutta CBT per il recupero più veloce. Avamar consente il ripristino della VM originale, su una VM esistente o su una nuova VM, direttamente dalla propria interfaccia utente. 

L'API VMware vStorage determina i blocchi modificati. Poi il Proxy legge solo questi blocchi modificati, effettua la deduplica e invia i blocchi unici ad Avamar per la conservazione.

Prima di Avamar 6.0 le operazioni di ripristino erano del tipo ''all-or-nothing''. Quando si ripristinava una particolare immagine VM da un backup Avamar, l'intero VMDK doveva essere inviato attraverso la rete e quindi restorato. Non era possibile effettuare il restore a partire dai blocchi modificati dopo l'ultimo backup.

Il restore con CBT è simile al backup in quanto utilizza le API VMware vStorage per determinare i blocchi modificati. Quindi, solo i blocchi modificati vengono letti e ripristinati sulla VM originale.
Il software Avamar valuterà automaticamente il carico di lavoro tra i due metodi di ripristino (ripristino completo dell’immagine, o un recupero sfruttando CBT) ed eseguirà il metodo che
prevederà tempi rapidissimi di ripristino per il particolare scenario o l'ambiente.

 

Considerazione sulle snapshot

 

Per impostazione predefinita, le snapshot di VMware vengono create sul datastore dove si trovano la macchina virtuale e i suoi file di configurazione. Per minimizzare il tempo richiesto per il rilevamento e la rimozione di una snapshot è bene pianificare i backup per una macchina virtuale quando c'è meno attività di I/O in corso sul datastore dove la macchina virtuale risiede.

E’ “best-practice” mantenere uno spazio libero di almeno il 20% su tutti i datastore per la gestione di snapshot. È importante garantire che ci sia abbastanza spazio per tutti i dischi collegati alla macchina virtuale.