All-Flash Storage: Velocità, Performance e Semplicità

All-Flash Storage: Velocità, Performance e Semplicità
11 agosto 2017 Alessio Sciuto

Il mercato degli All-Flash Array è in continua espansione tanto da far registrare ogni anno crescite considerevoli, portando il giro d’affari complessivo stimato per il 2019 a superare i 5 miliardi di dollari.

Fino al 2015 la prevalenza d’offerta si è concentrata sui sistemi ibridi (Hybrid-Flash Array) perché in grado, perlomeno fino ad oggi, di garantire per la maggior parte del tempo necessario le performance delle memorie flash a supporto di determinati workload ad un costo per Gigabyte inferiore rispetto ai sistemi All-Flash. Oggigiorno, le memorie All-Flash hanno subìto un abbattimento dei costi dovuti all’incremento della produzione e pertanto diventano mainstream come scelta primaria per lo storage e non più come opzione per specifici progetti e carichi di lavoro che richiedono elevate performance.

Il flash storage è un supporto di data storage che assicura prestazioni nettamente superiori rispetto ai dischi rigidi a rotazione tradizionali offrendo un costo per operazione notevolmente inferiore rispetto alle soluzioni tradizionali. Ciò consente considerevoli risparmi sui costi di capitale per la maggior parte dei carichi di lavoro aziendali, nonché per le implementazioni dei data center virtuali, che sono pressoché onnipresenti nei data center moderni. La virtualizzazione comporta un notevole aumento della densità IOps per server (un modello di carico di lavoro che spesso ne risente in modo considerevole), misurato con prestazioni migliori e costi inferiori sfruttando le tecnologie flash degli storage.

Quando si parla di flash storage, solitamente ci si riferisce alla tecnologia Nand Flash ossia una memoria solida SSD (Solid State Disk) composta da milioni di gate di memoria posti su un circuito di silicio.

La tecnologia flash nell’ultimo decennio ha avuto una forte accelerazione. La ricerca sul fronte delle nanotecnologie si è spinta sempre oltre, aumentando la densità di memoria in un singolo chip e quindi la capacità di memorizzare i dati; questi vengono archiviati in ‘celle di memoria’ dalle quali derivano poi i nomi utilizzati per identificare le tipologie di soluzioni: SLC (Single Level Cell) nelle quali ogni cella di memoria è in grado di archiviare un singolo valore (on-off, 0-1); MLC (Multi Level Cell) sistemi in grado di memorizzare due bit di dati e quindi fino a ‘4 stati’ (00, 01, 10, 11); TLC (Triple Level Cell), memorie nelle quali si possono archiviare fino a tre bit in ogni singola cella (nelle combinazioni da 000 a 111).

Queste distinzioni assumono rilevante importanza perché è dalla tipologia di soluzione e capacità di memorizzazione dei dati che dipendono poi le performance dello storage e, di conseguenza, delle applicazioni e dei workload che ad esso attingono. Contrariamente a quanto si possa pensare da una prima rapida considerazione, i sistemi MLC e TLC sembrerebbero quelli più performanti ma soffrono di una più elevata usura e hanno prestazioni di velocità di scrittura inferiori se comparati ai sistemi SLC che, al contrario, risultano più affidabili e quindi più adatti per workload di tipo enterprise.

La tecnologia flash, pertanto, costituisce il nuovo standard grazie alla sua convenienza, agilità, velocità ed efficienza. Essa è in grado di modernizzare il data center ed accelerare l’IT Transformation mediante i seguenti vantaggi offerti:

  1. Prestazioni più rapide: Garanzia nei tempi di risposta costantemente rapidi per le applicazioni mission-critical con prestazioni tre volte più veloci, latenza estremamente bassa e tempi di risposta inferiori al millisecondo.
  2. Availability: Always-on con availability fino al 99,9%. Le soluzioni di livello superiore combinano Disaster Recovery con Business Continuity e protezione dei dati.
  3. Elevati livelli di scalabilità: Soluzioni aziendali entry-level che consentono di partire con un’implementazione di piccole dimensioni per poi ampliarla senza alcuna perdita in termini di prestazioni. Scalabilità fino a oltre 1 PB di capacità effettiva in metà dello spazio.
  4. TCO basso e ROI rapido: Riduzione dei costi fino all’80% in tre anni, con costi di amministrazione dello storage inferiori grazie ad un’implementazione semplice, compressione dei dati in linea, minore complessità di gestione e minori requisiti di alimentazione, spazio e raffreddamento. Data storage sei volte maggiore rispetto ai tradizionali sistemi di storage basati su disco.
  5. Implementazione e gestione semplificate: Implementazione di piattaforme all-flash completamente ottimizzate e immediatamente disponibili per l’esecuzione dei servizi e delle applicazioni aziendali più importanti.

Grazie all’abbassamento delle barriere economiche di ingresso per l’acquisto di questa tecnologia ed agli innumerevoli vantaggi tecnici offerti, secondo una stima condotta da IDC Italy (International Data Corporation) si prevede che il mercato degli All-Flash Array crescerà con un tasso annuale composto (CAGR) del 24,9% fino al 2020, sfiorando in quell’anno i 9 miliardi di dollari di volume d’affari ad essi collegato. Si tratta del tasso di crescita più alto tra le varie voci che compongono il mercato dello storage enterprise. Globalmente, questo crescerà con un CAGR del 2,8%, subendo l’andamento negativo di sistemi più tradizionali come gli storage array basati su HDD. IDC si aspetta che entro il 2020 oltre il 70% della spesa in storage primario sarà appannaggio dei sistemi All-Flash Array.