Big Data

Big Data
14 novembre 2014 Carlo Testa

L’indagine condotta su un campione di 1.651 imprese della zona Ue rivela lo scarso utilizzo e comprensione delle potenzialità di uno strumento che avrebbe ancora molti margini di utilizzo.

Che i big data possano creare nuove opportunità di business per le aziende è ormai una certezza, peccato che siano ancora in pochi a sapere come utilizzarli per sviluppare il proprio business. Stando ai dati di un’indagine condotta nel 2013 da IDC, società di ricerche di mercato e consulenza in ambito IT, su 1.651 imprese dell’Unione europea (Italia, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), più della metà delle aziende (il 53%) non ha adottato soluzioni per elaborare grandi quantità di informazioni non strutturate. In base alla ricerca, il 15% delle aziende dichiara addirittura di non conoscere l’argomento. In altre parole, non ha un’idea precisa di cosa siano.

C’è però chi riconosce in questi grossi volumi di dati un’enorme possibilità per comprendere meglio le esigenze dei propri clienti e migliorare prodotti e servizi. Il 24% delle imprese intervistate ha acquistato un’infrastruttura per catturare, scoprire ed analizzare big data e analytics e il 7% ha pianificato di dotarsi di strumenti di questo tipo entro 24 mesi.

I comparti che finora in Europa hanno scommesso di più sui big data sono: telecomunicazioni e media (che hanno scelto questi sistemi soprattutto per interagire meglio con l’utente finale e capire dove si trovano i clienti), servizi finanziari (che usano questi dati principalmente per algoritmi di trading e per profilare i clienti) e manifattura (che li sfrutta principalmente per analizzare le transazioni e interpretare meglio le informazioni provenienti dall’Internet delle cose).

In Italia, invece, lo studio si è rivolto a un campione di 100 imprese, facendo emergere che il 30% delle aziende ha puntato sui big data, con un investimento complessivo pari a 148,6 milioni di euro. Se il numero di compagnie prese in esame fosse stato simile a quello relativo allo studio sulle imprese continentali, il valore italiano sarebbe stato più alto rispetto agli altri Paesi Ue. I settori che in Italia hanno più investito nei big data sono la finanza, i trasporti, il retail e la pubblica amministrazione (che li utilizza soprattutto in ottica open data oppure per la lotta all’evasione fiscale). Per quanto solo una minoranza delle imprese abbia compreso il potenziale di queste tecnologie, gli investimenti nel settore stanno crescendo a ritmo sostenuto prevedendo un incremento sostenuto nei prossimi anni, con un potenziale che, nel 2018, potrebbe arrivare a quota 373,3 milioni, diretti soprattutto all’acquisto di software (36%), servizi IT (24%) e strumenti per lo storage (24%).