Cloud Backup

Cloud Backup
19 ottobre 2015 Giorgio Benvegna

Sempre più spesso si sente parlare di alternative “off-premise” per la protezione e la conservazione a lungo termine dei dati di backup. La gran parte dei fornitori di servizi IT include nella propria offerta differenti soluzioni di backup di tipo cloud, che si classificano per lo più in base alla destinazione d’uso, ovvero dal backup di tipo ‘end-user’, tipicamente proposto in modalità “sub-scription” su base mensile e/o annuale, al backup di livello Enterprise, che si pone l’obiettivo, tra gli altri, di offrire non solo spazio per il salvataggio dei dati, ma anche una soluzione robusta ed affidabile e prestazioni adeguate a garantire livelli di servizio tipici dei sistemi di backup aziendali, in particolare nella fase di recupero dati a seguito della perdita parziale o totale delle informazioni (disaster&recovery).

Sia i primi che gli ultimi sono per lo più basati sul principio di “deduplica sorgente”, di compressione dei dati o, nel migliore dei casi, da un corretto mix di entrambe. L’obiettivo di questo post è descrivere la strategia di EMC inerente la protezione dei dati in cloud, evidenziando dapprima in estrema sintesi cosa intendiamo per cloud e quindi illustrando perché riteniamo che la nostra strategia di data protection in ambiente cloud offra la migliore combinazione tra flessibilità, efficienza e garanzia di integrità, nonché controllo e sicurezza del dato salvato, presente attualmente sul mercato.

Secondo IDC’s FutureScape Predictions per il 2015, più del 65% delle imprese IT saranno impegnate ad adottare tecnologie di hybrid cloud entro il 2016: muoversi verso un qualunque tipo di modello “as-a-service” richiede dei cambiamenti, e le aziende, oltre alla difficoltà di gestire il cambiamento, devono trovare un modo di ridurre i costi di manutenzione delle infrastrutture IT tradizionali, e contestualmente redistribuire i loro investimenti verso l’innovazione per tenere testa alla veloce entrata di nuovi competitor. Non deve sorprendere quindi che i clienti si muovano rapidamente verso il modello cloud (indipendentemente se privato o pubblico). Proprio in questo contesto il controllo e la protezione di applicazioni e dati non sono mai stati così importanti! Altrettanto importante è avere una chiara “mappa” applicativa che ci aiuti a gestire la complessità nel decidere dove i relativi carichi di lavoro dovrebbero risiedere.

A questo punto è lecito chiedersi perché, nonostante i rischi e le complessità di questa trasformazione IT, ci si stia muovendo con sempre maggiore confidenza verso il Public cloud. Agilità e capacità di avere immediatamente disponibili nuovi servizi sono le principali risposte, ma una sana gestione IT non può trascurare come questi servizi vengano realizzati, sostenuti e forniti ai nostri clienti finali. La verità è che ai CIO è ormai noto che le divisioni di business delle loro aziende possono accedere a risorse alternative nel cloud.

Tale tendenza è inevitabile, ma per EMC e le aziende il valore del controllo della gestione e della sicurezza dei dati è un elemento imprescindibile di successo, ed è per questo che EMC ha realizzato un framework completo di soluzioni software e hardware integrate, in grado di rappresentare un veicolo ed un facilitatore per quelle organizzazioni IT che vogliono accompagnare i propri clienti interni ed esterni verso il le nuove disponibilità del public cloud ottenendo così il duplice vantaggio di flessibilità e controllo.

“Secondo ‘Technology Business Research’ il mercato del private cloud ha una prospettiva di crescita del 35% già nel 2015, una tendenza ancora più rapida che il public. EMC sta notando come i clienti stiano sempre più adottando soluzioni hybrid cloud, quale giusto equilibrio tra i due approcci“.

EMC fornisce strumenti che possono aiutare a disegnare la propria strategia Hybrid cloud in diversi modi. Quale che sia la soluzione, questa è concepita con lo stesso obiettivo: tutti i prodotti sono “cloud enabled”. Ad esempio, di recente è stata introdotta una soluzione chiamata cloud Boost. Questa consente ai software di backup, Networker ed Avamar, di effettuare in modo semplice e diretto il backup dei dati locali direttamente sul cloud (off-premise).

È stato introdotto anche cloud Array che consente di usare spazio residente su cloud pubblico come un ulteriore livello di storage locale. Ultimo ma non meno importante, le acquisizioni cosiddette “Born in the cloud Application” come Spanning. Spanning consente di effettuare il backup ed il recovery in modalità “SaaS” di applicazioni e dati da servizi, quali Google Apps, SalesForce e Microsoft Office 365 senza alcuna necessità di avere infrastrutture IT in casa. Probabilmente è grazie a questa vision che EMC ha più clienti in ambito private cloud di qualunque altro vendor.