Il Recovery Plan e la Digitalizzazione: i fondi a disposizione

Il Recovery Plan e la Digitalizzazione: i fondi a disposizione
4 Maggio 2021 Giorgio Benvegna

Il Recovery Plan inizia a prendere forma. In seguito al contributo del Presidente del Consiglio Mario Draghi sono state individuate le aree di intervento previste per il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Uno degli interventi principali riguarderà il processo di digitalizzazione a cui l’Italia sta andando incontro. In questo articolo riportiamo le varie iniziative riguardanti la digitalizzazione.

La struttura del Piano

Con 191,5 miliardi dal Recovery Fund e 30,6 miliardi dal Fondo Complementare, il finanziamento totale ammonta a circa 222 miliardi di euro. Gli investimenti coinvolgeranno molte iniziative diverse andando ad influire su vari settori merceologici.

Il piano è suddiviso in sei macro aree:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo Complementare).
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,3 mld + 9,3 mld).
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,1 mld + 6,3 mld).
  • Istruzione e ricerca (30,9 mld + 1 mld).
  • Inclusione e coesione (19,8 mld + 2,6 mld).
  • Salute (15,6 mld + 2,9 mld).

Queste sei missioni si strutturano in sedici componenti suddivise in 47 linee di intervento orientate al raggiungimento degli obiettivi economico-sociali definiti dal Governo.

Il Recovery Plan e la Digitalizzazione: gli obiettivi

La Digitalizzazione assume un ruolo di importanza strategica, rappresentando circa il 20% degli investimenti totali. In questa percentuale troviamo anche i temi di innovazione, competitività e cultura.

Questa prima missione si basa su tre obiettivi chiave che corrispondono poi alle tre componenti principali del piano:

  • Promuovere la trasformazione digitale del paese a partire da profondi cambiamenti nella Pubblica Amministrazione.
  • Sostenere l’innovazione del sistema produttivo tramite processi di digitalizzazione.
  • Investire nei settori del turismo e della cultura.

La prima componente: Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA

All’interno di questa categoria progettuale assume un ruolo centrale il cloud.

Migrando le amministrazioni al cloud si potrà razionalizzare e consolidare molti dei data center oggi distribuiti sul territorio aumentandone efficacia e sicurezza. Le amministrazioni centrali potranno migrare sul Polo Strategico Nazionale – PSN o su un Public Cloud precedentemente certificato. Invece, le amministrazioni locali saranno affiancate da un programma di supporto.

L’efficacia delle amministrazioni cambierà anche dal punto di vista dell’accesso alle informazioni. Grazie alla creazione di una Piattaforma Nazionale Dati per la raccolta delle informazioni dei cittadini si potrà risparmiare tempi e costi evitando che il cittadino debba fornire più volte la stessa informazione a enti diversi.

Un’altra iniziativa chiave riguarderà la cittadinanza digitale la quale sarà resa possibile grazie al rafforzamento di vari servizi digitali:

  • PagoPA (piattaforma di pagamenti tra la PA e cittadini e imprese).
  • L’app “IO” che mira a diventare il punto di accesso unico per i servizi digitali della Pubblica Amministrazione.
  • I servizi di identità digitale SPID e CIE.

Saranno poi introdotti nuovi servizi, tra cui la piattaforma unica di notifiche digitali. Sarà possibile inviare notifiche con valore legale in modo interamente digitale, aumentando la sicurezza e riducendo i costi.

Inevitabilmente, per poter affrontare questi cambiamenti, risulta necessario rafforzare la Cybersecurity attraverso una serie di provvedimenti:

  • L’attuazione della disciplina in materia di “Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica”.
  • Il rafforzamento dei presidi di front-line per la gestione degli alert e degli eventi a rischio per la Pubblica Amministrazione e le imprese di interesse nazionale.
  • Un miglioramento delle capacità tecniche di valutazione e audit della sicurezza degli apparati elettronici e delle applicazioni.
  • L’introduzione di nuovo personale nelle aree di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria per la prevenzione e l’investigazione del crimine informatico.
  • Il consolidamento della protezione nazionale e della risposta alle minacce cyber.

L’introduzione della digitalizzazione all’interno della Pubblica Amministrazione garantirà anche una velocizzazione e semplificazione delle procedure:

  • dal punto di vista della selezione lavorativa, si lancerà una piattaforma digitale per le fasi di preselezione.
  • dal punto di vista amministrativo invece, si provvederà a creare una task force temporanea per re-ingegnerizzare in ottica digitale le procedure.

Per poter garantire una transizione ottimale i vari provvedimenti saranno accompagnati da un programma di investimenti in formazione. L’obiettivo è di aumentare le competenze tecniche e digitali del personale della pubblica amministrazione e dei cittadini tramite piattaforme educative e l’istituzione di un Servizio Civile Digitale.

La seconda componente: Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo

La seconda categoria di questa missione si focalizza invece sul sistema produttivo con lo scopo di supportare la ripresa economica dopo la pandemia grazie alle opportunità offerte dalla Trasformazione Digitale e ad investimenti in impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia tecnologica.

Un altro tassello importante riguarda la connettività: entro il 2026 il Recovery Plan prevede la distribuzione delle connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale, ben quattro anni in anticipo rispetto a quanto previsto dall’Europa.

A questo ambizioso obiettivo si affianca poi quello della diffusione dell’infrastruttura 5G nelle aree limitate a reti mobili 3G.

La terza componente: Turismo e cultura

Infine, anche nella terza componente troviamo la digitalizzazione, in riferimento ai settori del turismo e della cultura.

É in programma la realizzazione di un’infrastruttura digitale per raccogliere le risorse di musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura e renderle disponibili al pubblico tramite piattaforme apposite.

Verrà inoltre sostenuta la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali con il coinvolgimento di imprese culturali e creative e start-up innovative per stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza.

Riflessioni finali

Il Recovery Plan rappresenta un’opportunità importante per il nostro paese, in particolare per il settore IT. Nello specifico, la Trasformazione Digitale può essere una buona base per ripartire dopo la pandemia. Il PNRR mette a disposizione il suo supporto, starà poi alle imprese e ai cittadini saper approfittare di queste possibilità.