L’avanzata dell’Industria 4.0 in Italia

L’avanzata dell’Industria 4.0 in Italia
25 settembre 2017 Carlo Testa

Gli sgravi fiscali previsti dal nostro governo per incentivare gli investimenti in beni e servizi finalizzati al passaggio all’Industria 4.0 hanno avuto effetti ben più rilevanti di quelli inizialmente previsti. Le due misure principali, il Superammortamento del 140% e l’Iperammortamento del 250%, hanno spinto tantissime aziende ad ammodernare i propri beni materiali e immateriali nell’ottica della fabbrica del futuro, sfruttando tali misure.

L’iperammortamento 250% consente di maggiorare, in via extra contabile, del 150% il costo di acquisizione di beni strumentali, ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili nell’ambito delle imposte sui redditi. Si tratta della versione potenziata del superammortamento 140%, per alcune categorie di beni materiali strumentali, ovvero i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”.

La quarta rivoluzione industriale

Se in origine fu l’introduzione del lavoro meccanico azionato dalla forza del vapore a dar vita all’idea stessa di industria, oggi ci troviamo nel pieno di una nuova trasformazione, spesso definita “digitale”, che vede tutti gli aspetti in cui si articola la produzione di beni (ma anche l’erogazione di servizi) ad essere convertiti in un’ottica non solo informatica, ma anche di interconnessione tra sistemi e di generazione di continui flussi di dati e loro analisi, al fine di portare ad una sempre più affidabile e precisa automazione dei processi. Dalla progettazione delle componenti tramite software, alla loro immediata produzione facendo ricorso alla tecnologia della stampa 3D, l’Industria 4.0 si avvale delle nuove funzionalità offerte dall’Internet of Things (IoT), ovvero dagli oggetti, ma anche dagli utensili e dai robot delle catene di montaggio, progettati per lavorare connessi attraverso la rete e tra loro, e dell’infinito ventaglio di informazioni reso disponibile dalle Big Data Analytics, le analisi intelligenti delle enormi moli di dati forniti, ad esempio, dagli stessi consumatori a cui si rivolgono i beni prodotti. L’avanzata dell’Industria 4.0 promette di dar vita ad un nuovo paradigma di produzione, più competitivo, perché capace di offrire una migliore qualità abbattendo le tempistiche, gli scarti, i margini di errore e, quindi, i costi, ma anche di creare ambienti di lavoro più salubri e sicuri per gli operatori, minimizzando al contempo l’impatto ambientale delle attività antropiche. Come esempio pratico delle innovazioni frutto della quarta rivoluzione industriale si può considerare un caso emblematico, quello dei software per il controllo della manutenzione.

I cosiddetti “CMMS” (Computerized Maintenance Management System) sono dei complessi applicativi che, all’interno di uno stabilimento produttivo, consentono di monitorare lo stato di funzionamento e tutte le attività inerenti alla manutenzione delle catene di montaggio, dei macchinari e delle strumentazioni, utilizzando, nella pratica, un semplice applicativo a cui è possibile accedere tramite computer o, addirittura, smartphone. Dalla programmazione degli interventi di manutenzione, alla formazione del personale, passando per la segnalazione dei guasti, l’inventario delle componenti di ricambio e la verifica delle attività svolte: con pochi e semplici click diviene possibile avere una visione di insieme di una delle mansioni più complesse, ma anche più onerose e strategiche, tra quelle che hanno luogo all’interno di un impianto di produzione. L’interessante tecnologia dei CMMS che può essere approfondita nel dettaglio su questa pagina, la quale illustra tutte le funzionalità di un software per la gestione della manutenzione, è solo uno degli esempi delle potenzialità dell’Industria 4.0.

In Questo scenario NEXT04 sempre più spesso ha e sta affiancando i propri clienti nella massimizzazione dei risultati attesi da misure di questo tipo, messe a disposizione per permettere alle aziende di non sostenere costi elevati per implementare soluzioni probabilmente vitali per il proprio business. Piani di ammodernamento e/o nuove implementazioni tecnologiche su infrastrutture più o meno complesse sono redatte a “quattro mani” con i responsabili IT che finalmente potranno leggere e, ove necessario, presentare ad una direzione aziendale piani non solo di sviluppo infrastrutturale ma veri e propri Business Plan pluriennali che tengano conto anche di aspetti economico/finanziari e permettano di analizzare gli indici di bilancio in modo puntuale.