L’importanza dell’IPV6 nell’Internet Of Things

L’importanza dell’IPV6 nell’Internet Of Things
6 febbraio 2017 Alessio Sciuto

La creazione dell’IPv6 e la sua lenta sostituzione con l’IPv4 costituisce un’innovazione fondamentale per il futuro delle comunicazioni Internet.

La funzione principale dell’IPv6 è quella di aumentare la quantità disponibile di indirizzi basati su protocollo TCP/IP considerato che attualmente sono stati utilizzati 4,3 miliardi di indirizzi IPv4. IPv6 espande il numero di bit degli indirizzi di rete da 32 bit (in IPv4) a 128 che consentono di fornire un numero più che sufficiente di IP univoci a livello globale per tutti i dispositivi connessi alla rete nel pianeta. Questo è uno dei motivi principali per cui IPv6 costituisce una novità così importante per L’Internet of Things (IoT). I dispositivi che sfruttano una connessione ad internet stanno diventando sempre più popolari e mentre gli indirizzi IPv4 non soddisfano la domanda di tali dispositivi, IPv6 fornisce una piattaforma su cui operare per molto tempo a venire.

Esistono decine di motivi per cui IPv6 sia migliore dell’IPv4. Esaminiamone i principali.

Sicurezza

Con miliardi di nuovi prodotti smart creati ogni giorno, la sicurezza è considerata un fattore chiave dagli ingegneri IoT in fase di progettazione. Le organizzazioni e gli individui hanno appreso dal passato, anche a caro prezzo, le minacce che possono rappresentare gli hacker. La buona notizia è che IPv6 offre soluzioni di sicurezza migliori rispetto al suo predecessore.

Innanzitutto IPv6 può eseguire crittografia end-to-end. Anche se questa tecnologia è stata utilizzata con l’IPv4, non è sempre stata attuata. Invece in IPv6 costituisce uno standard adottato per tutte le connessioni e supportato da tutti i sistemi e dispositivi compatibili.

IPv6 supporta anche una risoluzione dei nomi più sicura. Il protocollo Secure Neighbor Discovery (SEND) è in grado di accertare l’identità di un host rendendo più difficili gli attacchi ARP Poisoning. Con IPv4 è abbastanza semplice per un utente malintenzionato reindirizzare il traffico tra due host legittimi e manipolare o vedere in chiaro la conversazione, cosa resa più difficile da IPv6.

Scalabilità

Secondo un rapporto emesso da Gartner si stima che entro il 2020 saranno circa 25 miliardi i dispositivi connessi a Internet. Si tratta di una stima abbastanza incredibile, considerato che lo stesso rapporto evidenziava 4,9 miliardi di dispositivi connessi nel 2015. Questo presunto aumento del 400% in soli cinque anni ci fa capire quanto sia esponenziale la crescita di tali dispositivi e di cosa ci si può aspettare di vedere nei prossimi 10, 20 o 50 anni. Alla luce di questi numeri è facile capire perché IPv6 (ed i suoi miliardi di miliardi di nuovi indirizzi) sono importanti per i dispositivi IoT. I creatori dei prodotti IoT che sono connessi mediante protocollo TCP/IP possono stare certi che il nuovo standard garantirà un identificatore univoco disponibile per i loro dispositivi per molto, molto tempo.

Connettività

Considerati i miliardi di dispositivi IoT che ogni anno vengono introdotti nel mercato, il concetto di connettività è di vitale importanza.

Con IPv4 vi sono stati un po’ di problemi nel permettere ad i dispositivi IoT di poter comunicare tra di loro. Network Address Translation (NAT) ha posto uno di questi grandi problemi. IPv6 permette ad i prodotti IoT di essere identificati univocamente senza dover risolvere tutti i tradizionali problemi di firewall e NAT. I dispositivi host più grandi ed avanzati dispongono di tutti i tipi di tool che consentono di lavorare più agevolmente con firewall e router NAT, ma i piccoli endpoint IoT non lo consentono. Utilizzando IPv6 molte di queste problematiche diventerebbero più semplici da gestire da parte dei dispositivi.

Conclusioni

Le organizzazioni che oggigiorno scelgono di reagire per affrontare l’esaurimento inesorabile degli indirizzi IPv4 riscontrano difficoltà da parte dei clienti. Il passaggio all’innovazione sarà piuttosto complesso e saranno necessarie molte risorse per sostenere gli investimenti. Si rende pertanto necessario avere un piano. In tal senso Cisco fornisce delle linee guida che possano essere d’aiuto alle imprese e fornitori di servizi. L’approccio utilizzato da Cisco si basa su 3 concetti: “Preserve”, “Prepare” e “Prosper”.

  • Preserve: Risparmiare le risorse attuali da investire su IPv4 per valutare le proprie esigenze e disponibilità nel transitare a IPv4.
  • Prepare: Predisporsi ad una nuova crescita con progetti basati su soluzioni certificate IPv6-ready. Creare progetti che non danneggino l’infrastruttura di rete esistente basata su IPv4.
  • Prosper: Cisco aiuta l’impresa nel mantenere la business continuity durante la crescita dell’innovazione. IPv6 permette una crescita continua anche in quei settori un tempo inaccessibili come micro-prestiti effettuati da dispositivi mobili per le piccole imprese nei Paesi nel terzo mondo oppure le organizzazioni di formazione in grado di raggiungere gli studenti sparsi nei vari continenti.