SEO e SEM

SEO e SEM
8 maggio 2015 Giovanni Arcifa

Per effettuare le ricerche sul web, il 97% degli Italiani utilizza Google. Una volta effettuata la ricerca, 2/3 dei click vengono ottenuti dai risultati della prima pagina (le prime 10 posizioni), molti utenti si limitano alla prima pagina, andando nelle pagine successive solo in rari casi, quando non trovano una risposta alla loro ricerca tra le prime 10 posizioni; da qui l’importanza di essere in prima pagina su Google.

Quanto detto finora, statistiche a parte, è noto e comprensibile ai più, ma i modi per raggiungere la prima pagina di Google sono diversi e spesso si tende a fare un po’ di confusione.

Come raggiungere la prima pagina?

Per essere presenti fra i primi dieci risultati e quindi raggiungere la prima pagina ci sono due strade: pagando Google o non pagando Google ed è importante comprendere che una strada non esclude l’altra.

Quando effettuiamo una ricerca in Google, i risultati mostrati si dividono in organici (o naturali, ovvero non hanno pagato Google) e a pagamento (indicati da una targhetta con sfondo d’orato con su scritto Ann. o Annunci; sono li perché l’inserzionista sta pagando Google per comparire).

Nell’immagine in alto i risultati a pagamento sono evidenziati in blu, mentre quelli organici sono evidenziati in rosso

Non pagando Google: SEO

“Il Search Engine Optimization, in acronimo SEO, nel linguaggio di internet fa riferimento a tutte quelle attività finalizzate ad ottenere la migliore rilevazione, analisi e lettura del sito web da parte dei motori di ricerca attraverso i loro spider, grazie ad un migliore posizionamento”. Questo è quanto riporta Wikipedia. In altre parole il SEO è l’insieme delle attività che hanno l’obiettivo di fare scalare un sito (o una o più pagine di un sito) nelle posizioni organiche (o naturali) delle ricerche. Il settore SEO è in continua evoluzione a causa delle frequenti modifiche apportate al algoritmo di Google. Ma, c’è un aspetto del SEO che rimane costante: SEO è costituito da attività di on-page e off-page.

La attività SEO On-Page includono:

  • La presenza della parola chiave all’interno del tag title, meta description, tag Heading, alt text, etc.
  • La presenza di un Blog con contenuti ottimizzati e di qualità
  • Codice HTML pulito e ben strutturato
  • URL Parlanti
  • Ottimizzare la velocità di caricamento della pagina
  • Integrazione con i social e condivisione dei contenuti
  • E altro ancora!

Quindi possiamo dire che l’attività ON-Page riguarda l’ottimizzazione all’interno delle pagine di un sito, ma questa è solamente una parte dell’attività SEO; l’altra faccia della medaglia definita “off-page” (o “off-site“) è l’insieme di attività di gestione dei link in ingresso verso un sito.

La SEO Off-Page

L’ottimizzazione off-page (al di fuori delle nostre pagine) riguarda essenzialmente la gestione dei link su altri siti che puntano al nostro. Negli anni 90′, i due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, basarono il loro successo sulla convinzione che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli.

Questa fu la vera grande innovazione di Google, che cambiò per sempre il mercato della ricerca su internet. Agli occhi di Google, un collegamento ad una pagina è essenzialmente un “voto” per il suo contenuto, esprime in altre parola la volontà, da parte del webmaster o proprietario di un sito, di citare una risorsa importante e degna di essere visitata dagli utenti.

La logica conseguenza di questa premessa è che uno dei principali fattori che incide sulla classifica di Google è il numero di link che puntano verso un sito. Tuttavia, l’importanza di un sito non è interamente calcolata sulla quantità di link ricevuti. Google considera infatti anche l’importanza della pagina di provenienza del link. Un link da una pagina di un sito autorevole vale di più di uno da un sito di scarsa qualità. E’ quindi teoricamente possibile essere posizionati meglio di un concorrente con un minor numero di link, se questi sono di qualità sufficientemente alta.

Pagando Google: SEM

SEM è l’acronimo di Search Engine Marketing (marketing sui motori di ricerca) ed ha come obiettivo quello di ottenere una maggiore visibilità nei motori di ricerca acquistano spazi pubblicitari.

L’agenzia di pubblicità più nota per PSA (Paid search advertising) è Google AdWords. Tramite Google AdWords è possibile fare in modo che il vostro sito appaia nella prima pagina dei risultati di Google, in corrispondenza di specifiche ricerche, e si paga solo per i clic sugli annunci.

Questo è anche il motivo per cui l’intero processo è chiamato pay-per-click o PPC. Bing e Yahoo hanno un sistema simile, anche se non hanno riscosso lo stesso successo e popolarità di AdWords.

Con il SEM è relativamente più facile comparire in prima pagina: è tutta una questione di budget, di strategia e di investimento. Se decidiamo di comprare la parola chiave “Software Gestionale” sugli annunci Google, investendo un certo budget, compariremo e il numero di “apparizioni” sarà proporzionale all’importo speso.

Cosa è meglio

Tempistiche

Per riconoscere i risultati di una campagna SEO ci vogliono settimane o, più spesso, mesi. Una campagna SEM permette di pubblicare gli annunci già il giorno dopo la realizzazione.

Costi nel tempo

Una volta raggiunto un buon posizionamento organico tramite l’approccio SEO, per mantenerlo servono investimenti relativamente bassi rispetto alle campagne a pagamento, che invece vengono disattivate appena smettiamo di pagare.

Valore

In base alle posizioni raggiunte nelle ricerche organiche, la percentuale di clic sulle prime posizioni organiche è maggiore di quella sugli annunci a pagamento, ma è altresì vero che le posizioni organiche dalla 6 alla 10 (le ultime 5 della prima pagina) sono spesso meno cliccate rispetto ai primi 3 annunci a pagamento. Ad ogni modo è provato che una percentuale di utenti clicca poco o mai gli annunci a pagamento.

Difficoltà e Impegno

Il SEO costa fatica (all’agenzia e al cliente)! Per fare un buon SEO bisogna produrre contenuti. Spesso li deve produrre il cliente e, anche quando vengono prodotti direttamente dall’agenzia, il cliente deve comunque fornire un certo supporto alla redazione degli articoli. Quando poi bisogna rifare i siti il cliente deve lavorare insieme all’agenzia e fornire i materiali. Quindi: se il cliente non vuole o non può dedicare del tempo al progetto, è ragionevole presumere di non poter realizzare una buona attività di SEO. Con il SEM, invece, non è necessario produrre contenuti pertinenti e a volte non è nemmeno necessario fare modifiche particolari al sito.

Rissumendo

La scelta tra SEO e SEM dipende dai fattori indicati, dall’attività da promuovere e da altri fattori. Spesso consiglio di partire con le campagne online per testare il mercato senza investimenti di rilievo e poi, una volta raccolti i dati, valutare se fare un SEO e per quali termini di ricerca.

Esempi Pratici:

  • Attività locale di taxi in cui il cliente non è disponibile a produrre contenuti: solo campagne online. E’ difficile produrre contenuti originali relativi ad un’attività di taxi, e vogliamo poter usare le strategie di posizionamento locale.
  • Scuola Svizzera a Catania: può avere senso fare un SEO. I termini di ricerca sono pochi (“scuola svizzera Catania” e varianti simili), la competitività non è alta e il numero di ricerche mensili è discreto. Inoltre, il cliente è disponibile a produrre contenuti e il sito è di medie dimensioni e aggiornabile.
  • Attività di arredamento: soluzione ibrida (SEO+SEM). Il budget a disposizione è medio-alto: si può fare un SEO e, per le parole chiave che non raggiungono le prime posizioni, investire su delle campagne.